Capannori: Ville, Pievi e Camelie
Capannori, con la grande varietà del suo territorio, offre al visitatore la possibilità di apprezzare paesaggi variegati e di godere di un soggiorno rilassante, immerso nella natura, senza rinunciare a visite di carattere storico-artistico e culturale.
Un elemento che caratterizza questo affascinante comune è costituito dalla presenza di stupende ville monumentali, dimore storiche di campagna che i mercanti lucchesi costruirono dal XV al XIX secolo.
Oltre alle ville, a Capannoni si possono visitare le pievi, che per la loro imponenza e le opere d’arte che conservano, offrono una dimostrazione dell’importanza goduta da questo territorio nel corso dei secoli.
Un itinerario di grande interesse naturalistico è quello offerto dai borghi delle camelie, Pieve e Sant’Andrea di Compito, che nel periodo primaverile diventano protagonisti della Mostra delle Antiche Camelie della Lucchesia, una manifestazione che vede l’apertura dei giardini che ospitano piante secolari di questo pregiato fiore.
Un altro itinerario che merita di essere percorso è quello della Strada del Vino, che attraversa la parte nord del comune, con la possibilità di degustare prodotti tipici in alcune aziende agrituristiche. Le colline delle frazioni a sud, situate a ridosso dei Monti Pisani, sono ricoperte da vasti oliveti e offrono un’importante produzione di Olio Extra Vergine d’Oliva.
Sulle colline capannoresi si trovano anche numerose fontane, dalle quali sgorga un’acqua dalle qualità organolettiche rinomate e collegate in un unico percorso denominato “La via dell’acqua”.
A proposito del patrimonio idrico, si rileva la presenza di un monumento di grande importanza storica, l’Acquedotto di Lorenzo Nottolini, costituito da ben 484 archi in mattoni e pietra di Guamo.
Di particolare interesse naturalistico è l’Oasi del Bottaccio, istituita nel 1993 dal WWF e, nella frazione di S. Martino in Colle, la grande quercia secolare, iscritta nell’albo degli alberi monumentali d’Italia.
Capannori, le origini
Il territorio di Capannori, che occupa un'area di 156,60 kmq, si estende in parte nella pianura a sud di Lucca, fin Verso le pendici settentrionali del Monte Pisano, e tra le propaggini collinari dell'Appennino pistoiese. Ha subito nel tempo numerose modifiche dei propri confini: dopo aver ricevuto nel 1884 una porzione di territorio staccata al comune di Lucca, e avere ceduto nel 1913 la frazione di Porcari, costituita in comune autonomo, ha infine raggiunto l'assetto attuale nel 1925, quando gli Venne sottratta la frazione di Badia Pozzeveri, che fu aggregata al comune di Altopascio.
Capannori, ricordata per la prima volta in un documento del 745, quando un chierico lombardo stabilì il proprio domicilio «in finibus Lucensis loco dicto Capannole», dove fondò una cappella e un ospizio intitolati a San Quirico, si mantenne sempre sotto la giurisdizione di Lucca, di cui seguì le vicende storiche. Fece quindi parte del commissariato delle Sei Miglia, divenendone la sede dal 1673. Capannori ha dato i natali all'architetto Lorenzo Nottolini (1787-1851); al fisico inventore Felice Matteucci (1808-1887); all'esploratore Carlo Piaggia (1827-1882).
Con i suoi 156,60 Kmq di estensione, Capannori è uno dei comuni rurali più grandi d’Italia. Collocato in posizione strategica nel cuore della Toscana, da qui è possibile raggiungere in poco tempo le città d'arte di Lucca (7 km), Pisa (35 km), Firenze (60 km) o le spiagge della Versilia (30 km). Capannori presenta un paesaggio geo-fisico vario: pianura, colline e piccole montagne che incorniciano un territorio ricco di testimonianze storiche, artistiche e di tradizioni culturali e folkrosistiche. Insomma, una terra tutta da scoprire.
Soggiornare a Capannori significa anche andare alla scoperta di una serie di attrazioni storico-culturali. In particolare si evidenzia la possibilità di scegliere diversi percorsi a tema che permettono al visitatore di approfondire la conoscenza di questo territorio.
Gli itinerari sono i seguenti:
Sul territorio di Capannori si trovano splendide ville, ovvero le dimore storiche di campagna che i mercanti lucchesi hanno costruito dal XV fino al XIX secolo. Le principali ville visitabili sono:
VILLA MANSI (Segromigno in Monte);
VILLA REALE (Marlia);
VILLA TORRIGIANI (Camigliano).
Le chiese plebane, per la loro imponenza e le opere d’arte che conservano, offrono una dimostrazione dell’importanza goduta nel corso dei secoli. Le Pievi del capannorese sono otto:
S. Quirico e Giulitta (Capannori) – S. Cristoforo (Lammari) – S. Frediano (Lunata) – S. Lorenzo (Segromigno Monte) – S. Gennaro in Asilatta (S. Gennaro) – S. Maria (Marlia) – S. Paolo (Pieve S. Paolo) – S. Giovanni Battista (Pieve di Compito).
Ogni pieve ha caratteristiche che la rendono unica e significativa. In particolare, per quanto riguarda la pieve di S. Gennaro, si sottolinea la presenza di un angelo di terracotta che è stato attribuito a Leonardo Da Vinci.
3. LA STRADA DEL VINO
L’itinerario consiste in una strada panoramica che percorre la parte nord del comune. Il visitatore può partire da Marlia e, seguendo l’apposita segnaletica, terminare il percorso a Matraia. Lungo il tragitto c’è la possibilità di effettuare delle soste in alcune aziende agrituristiche che offrono degustazione di prodotti tipici.
La strada del vino è interessante anche dal punto di vista culturale; infatti lungo l’itinerario si possono osservare piccole chiese medievali.
4. PERCORSI DELL’ACQUA E DELL’OLIO
Le colline sono ricoperte da vasti oliveti e offrono un’importante produzione di Olio Extra Vergine d’Oliva. Ne sono testimonianza frantoi dove la spremitura delle olive avviene ancora secondo il metodo tradizionale.
In questa zona si trovano anche numerose fontane non allacciate all’acquedotto civico che offrono acqua buona da bere, frequentate assiduamente dai cittadini e conosciute per le loro proprietà.
A proposito del patrimonio idrico, è necessario rilevare la presenza di un monumento di grande importanza storica: l’Acquedotto di Lorenzo Nottolini (realizzato nel decennio 1822-1832, ma ultimato completamente nell’anno 1851). L’opera, costituita da ben 484 archi in mattoni e pietra di Guamo, è situata per gran parte nella campagna capannorese e, precisamente, parte dal paese di Guamo (ai piedi dei Monti Pisani, 4 Km a sud di Lucca) e si estende in continua discesa per oltre 4200 m fino a raggiungere le porte della città. Alle due estremità della struttura si trovano due serbatoi per la raccolta delle acque (i “tempietti” di Guamo e S. Concordio).
Oltre agli itinerari descritti, a Capannori si trova un’importante MOSTRA ARCHEOLOGICA PERMANENTE. L’esposizione offre la possibilità di comprendere i momenti salienti degli insediamenti umani, dalla preistoria al medioevo, in un esteso territorio delimitato dalle Pizzorne a nord e dai Monti Pisani e sud, con la centro una pianura alluvionale che nell’antichità era solcata dal fiume Serchio (Auser) e sede di un vasto bacino lacustre, il lago di Sesto e Bientina.
Sono presenti, inoltre, aree di interesse naturalistico. Fra queste ricordiamo:
1. L’OASI DEL BOTTACCIO
Istituita nel 1993, l’Oasi del Bottaccio ha un’estensione di 20 ettari. Al suo interno si trovano due capienti capanni di osservazione al limite dei chiari d’acqua. Vi sono inoltre alcuni sentieri dotati di passerelle rialzate attraversano che collegano i vari ambienti dell’oasi; lungo il “percorso natura” sono allestiti pannelli didattici tematici che illustrano la flora e la fauna.
2. LA GRANDE QUERCIA
A S. Martino in Colle si trova una grande quercia secolare, iscritta nell’albo degli alberi monumentali d’Italia. Il tronco misura oltre quattro metri di circonferenza e non bastano quattro persone per abbracciarla. La quercia ha una forma piuttosto schiacciata e, secondo la leggenda, ciò è dovuto al peso delle streghe che abitualmente danzano sopra i suoi rami.
DOVE ALLOGGIARE
Soggiornare a Capannori significa immergersi nella calda ospitalità della gente del posto. Il territorio possiede una fiorente attività agrituristica. In queste strutture, oltre a trascorrere un rilassante soggiorno in mezzo alla natura, è possibile degustare e acquistare i prodotti tipici del nostro territorio: vino e olio di ottima qualità.
Per informazioni e materiale turistico:
Comune di Capannori
Ufficio Turismo
Tel: 0583 428418Fax: 0583 428416
E-mail: infoturismo@comune.capannori.lu.it
Capannori, quando il turismo parla il linguaggio della natura
di Massimo Raffanti
Capannori è un Comune dalle mille potenzialità turistiche: questa realtà balza agli occhi di ogni suo visitatore, c'è veramente tanto da scoprire.
Le Ville rinascimentali per esempio: sono un pacchetto turistico che attende una migliore valorizzazione che, certamente, non tarderà realizzarsi grazie all’impegno da tempo profuso dall’Amministrazione capannorese.
L’Ente, proprio grazie al “Festival della Valle delle Ville capannoresi” che, come ogni anno si svolge con un innovativo programma ed una serie d’importanti eventi, resi possibile anche grazie all’Associazione delle Ville e dei Palazzi lucchesi”, intende porle al centro dell’attenzione turistica internazionale: una scommessa vincente.
Fra i più importanti eventi che coinvolgono le sontuose residenze capannoresi, l’ormai annuale “Trofeo Aerostatico Vincenzo Lunardi”, dedicato al settecentesco precursore lucchese del volo in pallone: la manifestazione, vede la partecipazione dei più noti piloti europei e figura ormai sui principali calendari mondiali di aerostatica.
Poste sulle propaggini delle colline situate a Nord, ad esaltare il verde delle Pizzorne, queste antiche dimore, ci ricordano storie di nobili lucchesi ed architetture dense d'atmosfere; qui, ancora oggi, è possibile ricreare "lo sguardo dell'anima»
Mille silenzi colorati, là nei giardini, giochi d'acqua e statue di fauni che alimentano fantasie popolari…
Accanto a questo patrimonio d'inestimabile valore, occhieggiano poi, tra la verzura dei paesi ed il rosso dei tetti, altrettante costruzioni rurali e fattorie, dove si pratica l'Agriturismo.
Mèta di un turismo per lo più straniero, ben selezionato, questi luoghi, sanno offrire il fascino di una vacanza a misura d'uomo: aria buona, relax e tanta natura, sono dunque gli ingredienti vincenti del pacchetto turistico capannorese.
Scendendo da Nord ed attraversando il Centro, in un itinerario che privilegia soprattutto le colline, è certo d'obbligo visitare l'antica chiesa del capoluogo dove, una restaurata piazza, guarda ai palazzi della Capannori dei giorni nostri.
Pensando poi all’attualità di una vacanza salutista, da godersi - come dicevamo - in collina, nella schiettezza dei vini DOC e dell’olio extravergine, la genuinità della nostra gastronomia sembra davvero ricordarci l'umile lavoro ed il profumo delle radici che, «dalla Capanna» - simbolo del Comune - hanno tratto origine.
Eccoci, come in un balzo, siamo adesso nel Compitese: un gruppo di paesi arroccati attorno alla propria chiesa, quasi a proteggersi.
Qui, nel Sud del Comune di Capannori, respiriamo appieno, sotto la vetta del Monte Serra.
Mille profumi mediterranei e mille sentieri che ci portano sulle tracce dei percorsi trekking del Capannorese, delle vie dell’acqua e dell’olio e di tante altre preziose eccellenze turistiche: tante le Pievi, le chiese romaniche, le antiche torri ed i borghi medioevali.
Che altro c’è da vedere?
Vecchi frantoi, valli silenziose di pini e, nell’aria - udibile ovunque - lo scroscio di ben 100 sorgenti d’acqua purissima: la grande ricchezza della gente Compitese.
Capannori ancora, con la "zona umida” del Bientina - un vero e proprio laboratorio della natura, con oltre 300 specie di uccelli e una flora unica protette nell’Oasi del Bottaccio, miracolosamente superstiti all’azione dell’uomo.
Tanti i biotopi vegetali che hanno fatto ventilare l'idea di un parco naturalistico, dove fra l'altro giacciono rilevanti ricchezze archeologiche Etrusche e Romane: un patrimonio museale inesplorato, ancora sepolto dalla terra, che attende da troppi anni una maggiore valorizzazione, traducibile in un realizzato e, finalmente, fruibile progetto.
“La natura e la storia sono state provvide col territorio capannorese: tante le tradizioni, tanto il folklore, tanti gli aspetti di una valorizzazione turistica di qualità, cui mettere subito mano, privilegiando certo le ricchezze che, madre natura ha riservato a questo territorio, un eden ancora lontano dai peggiori miasmi della modernità e da una selvaggia cementificazione, che se pur non totalmente assente, riserva tuttavia un habitat ancora verde.
Conservando tutto ciò ma, soprattutto la pulizia della nostra aria, la genuinità dei nostri prodotti, la salubrità della nostra acqua ed incrementando una legale, pubblicizzata e non abusiva ospitalità, sarà possibile, finalmente, far decollare il Turismo, quale nuova ed importante forma d’economia territoriale.